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Comporre e illuminare: i segreti per foto più vive

Comporre e illuminare: i segreti per foto più vive

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Un episodio pratico e ricco di esempi su come trasformare foto piatte in immagini più dinamiche usando regola dei terzi, linee guida, framing e cambi di prospettiva. Si parla anche di luce naturale, differenze tra luce dura e morbida, controluce e di un semplice trucco con una finestra per ottenere ritratti più belli.


Chapter 1

Oltre la griglia centrale: geometria, linee e angoli inconsueti

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Hai mai scattato una foto... perfetta, sulla carta? Cioè, l'esposizione è impeccabile, il soggetto è nitido, la luce c'è, ma... quando la guardi sul display ti dici, e quindi? Risulta noiosa. Piattissima. Capita continuamente. E la ragione, quasi sempre, non è nella tecnica pura. È nel fatto che tendiamo a mettere tutto al centro dell'inquadratura, restando comodamente in piedi, all'altezza degli occhi. È la posizione più facile, no? Ma è anche quella che spegne completamente il dinamismo.

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Me lo ricordo ancora, all'inizio. Avevo questa fissazione per il punto di messa a fuoco centrale della macchina. Puntavo, mettevo a fuoco al centro e scattavo. Sempre. Risultato? Ritratti che sembravano foto segnaletiche. Poi capisci una cosa banale ma rivoluzionaria. La regola dei terzi. Dividi mentalmente la scena con due linee orizzontali e due verticali. Nei punti in cui si incrociano... ecco, è lì che devi provare a mettere gli elementi chiave.

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Se fotografi una persona che guarda verso destra, spostala un po' a sinistra. Lascia quello spazio vuoto davanti al suo sguardo. All'improvviso, chi osserva la foto inizia a chiedersi: cosa sta guardando? Hai creato una storia, una tensione visiva, semplicemente muovendo l'inquadratura di pochi centimetri. E lo stesso vale per un paesaggio, eh. Se il cielo al tramonto è incredibile, dagli i due terzi dello spazio, sposta l'orizzonte in basso. Se invece è il mare ad avere dei riflessi pazzeschi, fai l'opposto.

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Poi ci sono le linee guida, che sono dappertutto se impari a vederle. Una strada asfaltata, un corridoio, dei binari, perfino una staccionata in legno. Il nostro occhio ama farsi guidare. Se fai convergere quelle linee verso il tuo soggetto, la foto acquista una profondità immediata. Passa dall'essere un rettangolo piatto a due dimensioni a una finestra tridimensionale.

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E a proposito di profondità... prova il framing, la cornice nella cornice. Inquadra qualcuno attraverso un arco di pietra, una finestra aperta, o persino tra i rami di un albero. Se lasci quell'elemento in primo piano leggermente sfocato, spingi chi guarda proprio dove vuoi tu. Ma la cosa più semplice, quella che cambia davvero tutto, è cambiare la tua posizione fisica. Abbassati. Ma non di poco... piega le ginocchia, scendi di trenta centimetri, mettiti a terra. Un soggetto fotografato dal basso verso l'alto acquista un peso, un'imponenza pazzesca. Guarda la stessa scena dall'alto e diventa intimista, quasi minimale. Rompi l'abitudine dello scatto all'altezza degli occhi.

Chapter 2

Scolpire con la luce: dal alto contrasto al set a costo zero

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Ma la vera magia, la materia prima di tutto questo... è la luce. Dopotutto, fotografare significa letteralmente scrivere con la luce. E non serve un set professionale con flash da migliaia di euro per capirla. Bisogna prima imparare a distinguerne la qualità. Prendi la luce dura. È quella del sole a picco a mezzogiorno. Crea ombre nettissime, scure, forti contrasti. Può essere fantastica se cerchi un'immagine grafica, drammatica, molto energica.

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La luce morbida, invece... pensa a una giornata nuvolosa, o a una zona d'ombra sotto un portico. Le nuvole agiscono come un enorme diffusore naturale. Le ombre diventano sfumate, delicate, e sul volto delle persone la pelle sembra quasi illuminata dall'interno. Per i ritratti è spettacolare. Non c'è una luce bella e una brutta in assoluto... c'è solo la luce giusta per l'emozione che vuoi trasmettere.

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E poi c'è la direzione. Se la fonte di luce è proprio davanti al soggetto, il volto risulta illuminato in modo uniforme. Ma senza ombre... beh, spariscono i volumi. Il viso sembra piatto. Se invece sposti la luce di lato, una guancia resta illuminata e l'altra va leggermente in ombra. Ecco che compaiono gli zigomi, le forme, la tridimensionalità. E il controluce? Metti il sole dietro al tuo soggetto durante la Golden Hour, poco prima del tramonto. Se esponi per lo sfondo, ottieni una silhouette scura e stilizzata su un cielo caldissimo. È un effetto di un'impatto enorme.

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Vi svelo un piccolo trucco che uso sempre, un vero e proprio studio fotografico a costo zero. Trova una finestra in casa. Metti il tuo soggetto di fianco alla finestra, in modo che la luce naturale arrivi di lato. Il lato opposto del viso sarà in ombra, magari un po' troppo scuro. Ora prendi un semplice foglio di carta bianco, o un pezzo di cartoncino, e tienilo vicino al lato in ombra. Quel foglio rifletterà la luce della finestra, schiarendo l'ombra in modo dolcissimo. Hai appena costruito un pannello riflettente senza spendere un centesimo.

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Ecco, questo è l'atteggiamento che vorrei vi portaste a casa oggi. La prossima volta che entrate in una stanza, prima ancora di prendere in mano la fotocamera o lo smartphone... fermatevi un secondo. Guardatevi intorno. Da dove arriva la luce? È dura o morbida? Che ombre crea? E come posso posizionarmi rispetto ad essa? La fotografia comincia nell'esatto momento in cui iniziamo a osservare davvero il mondo intorno a noi. Ci vediamo al prossimo episodio per mettere insieme tutto questo sul campo.